HECTOR BERLIOZ: MUSICISTA PIÙ VISIONARIO CHE ROMANTICO!
Se c'è un compositore che, nella storia della musica, ha ricevuto le critiche più disparate e contraddittorie, questo è HECTOR BERLIOZ! Probabilmente, non è conosciuto dalla parte maggiore del pubblico ed è meno noto di autori come MOZART e BEETHOVEN, ma l'ascoltatore più attento lo ricorderà come l'espressione più autentica del "Mondo del fantastico e dell'immaginario"! Per capire la complessa e originale personalità di BERLIOZ, si deve dare uno sguardo alla sua vita e capire come si sia sviluppato in Lui questa "vena creativa" e voglia irresistibile di concepire l' "ignoto" attraverso l'arte dei suoni! Nato a "LA COITE SAINT-ANDRE', ISERE" nel 1803, figlio di un medico, è costretto a sudare per dedicarsi alla sua passione: la musica! Infatti, il padre vuole che Lui segua gli studi medici, ma il compositore lascerà l'Università per la musica! Inizia il suo "percorso artistico", dunque, che lo porterà a conciliare l'attività compositiva con quella del critico; quest'ultima gli procurerà molte delusioni! Significativi, saranno per Lui, incontri con Liszt, che sarà decisivo per la sua formazione musicale, e con altri "grandi" quali Wagner e Paganini, che non esiterà ad affermare di "vedere" in Hector Berlioz, addirittura, la "Reincarnazione di Beethoven"! Tutta la sua esistenza sarà improntata alla ricerca esasperata di "nuove dimensioni musicali", di incredibili innovazioni, irrealizzabili ai suoi tempi, di progetti ambiziosi per quanto concerne scenografie grandiose ed effetti speciali! In particolar modo nelle sue opere sinfonico-strumentali si riflettono tutte le principali caratteristiche del suo temperamento: contraddittorietà - e cioè passaggio da momenti di grande slancio sentimentale ed entusiasmo ad altri di depressione - megalomania, grandiosità, etc. Dal punto di vista puramente e squisitamente tecnico-stilistico, convinto sostenitore della "Musica a Programma", spirito fortemente "romantico", ma solo per quanto riguarda l'abbandono alla fantasia e all'irrazionale, Berlioz, da una parte, vuole "creare" una sorta di "Musica Rituale", destinata a folle immense e a spazi enormi, come dimostrano le sue innovazioni nell'orchestrazione; dall'altra tenta di superare lo stesso "Modello Beethoveniano" per proiettarlo in una dimensione "Fantasmagorica".
Tra le composizioni più riuscite e significative, citiamo: "AROLDO IN ITALIA", per Viola e Orchestra, la splendida e drammatica Sinfonia, per Soli, Coro e Orchestra "ROMEO E GIULIETTA", la possente e prodigiosa composizione intitolata "GRANDE SINFONIA FUNEBRE E TRIONFALE", oltre al "CORSARO", la leggenda "LA DANNAZIONE DI FAUST", "IL CARNEVALE ROMANO". Ma un elogio particolare merita la sua composizione più tipica e probabilmente più nota: "LA SINFONIA FANTASTICA". Innanzi tutto, essa è giustamente sottotitolata: "EPISODI DELLA VITA DI UN ARTISTA", con una dedica allo Zar di Russia "Nicola I", con un valore fortemente autobiografico e merita un commento particolare! La composizione, scritta di getto, con l'impeto tipico del Compositore Francese, nel 1830, emerge da una situazione psicologicamente drammatica e lacerante dello stesso Autore, il quale è appena reduce da una delusione amorosa con l'affascinante, capricciosa e nevrotica attrice irlandese "Hariet Smithson", che Lui sposerà cinque anni dopo! In questa Sinfonia, che può apparire più come un gigantesco "Poema Sinfonico" di narrativa libera, il compositore "rivive" e "ripercorre" la sua tormentata storia d'amore con la donna! A parte la formulazione in cinque tempi e la sua straordinaria durata, (circa un'ora!), la Sinfonia presenta una massiccia quanto variegata orchestrazione: un Ottavino, due Flauti, due Oboi, un Corno Inglese, un Clarinetto piccolo, due Clarinetti, quattro Fagotti, quattro Corni, due Cornette, due Trombe, tre Tromboni, due Oficleidi, quattro Timpani, una Gran Cassa, un Tamburo, Piatti, due Campane, quattro Arpe, e la solita nutrita famiglia degli Archi! Ognuno dei cinque movimenti è accompagnato da un titolo che ne riassume il significato!
1) MOVIMENTO: "SOGNI E PASSIONI".
Il Tempo è caratterizzato da un'introduzione lenta che sfocia presto nel tema principale, pieno di impeto ma, anche, dotato di continui cambiamenti di ritmo. Il compositore immagina la sua storia amorosa con la donna, ma anche il tormento e l'angoscia che ne derivano!
2) MOVIMENTO: "UN BALLO".
Questo è un evidente Tempo di "VALZER", con ritmo ternario e molta vitalità. L'Autore, "sogna" di incontrare la sua "Amata" ad una festa, come se questo episodio riportasse un'apparente "riconciliazione simbolica" tra i due!
3) MOVIMENTO: "SCENA CAMPESTRE".
Il Tempo è un "ADAGIO" che si mantiene su un ritmo molto lento che fa leva soprattutto sugli strumenti a fiato e su una "dolce malinconia". Il Musicista ha una "visione pastorale" dei suoi sentimenti!
4) MOVIMENTO: "MARCIA AL SUPPLIZIO".
È uno dei momenti più "profondi" della composizione, e si regge molto sugli strumenti a percussione, che "scandiscono", nel vero senso della parola, il "percorso" dell'Artista verso il patibolo e verso la sua tragica morte, visto che Lui ha ucciso la sua donna e viene punito!
5) MOVIMENTO: "SOGNO DI UNA NOTTE DI SABBA INFERNALE".
Ci troviamo di fronte alla parte più bella dell'intero lavoro! Lo schema compositivo è semplicemente "geniale": dopo una prima parte "frenetica", rimarcata dai violini a ritmo serrato, ecco il "rintocco delle campane che suonano a morto" e il lugubre tema principale portato avanti dai fiati, cui fanno seguito gli altri strumenti in un'atmosfera quasi "irreale", "sospesa", "indefinibile"! Il Compositore immagina di incontrare l'Amata in una "Sabba Infernale" con tanto di streghe, stregoni, ombre, misteri e danze grottesche di ogni genere!
Difficile stabilire con esattezza cosa si provi ascoltando questa Sinfonia: è, senza dubbio, l'opera di un uomo ossessionato da alcune "visioni" e tormentato da una storia sentimentale finita male; ma è, sicuramente, anche l'espressione più genuina dell'animo di un artista che, non trovando riscontri e apprezzamenti nei contemporanei, anticipa la musica moderna e apre "nuovi orizzonti" sul piano del sinfonismo tardo-ottocentesco. Ogni ascoltatore potrà trarre le sue conclusioni, ma la composizione rimane il frutto di un "Genio"!
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