Una nuova restrizione per la città di New York

Una nuova restrizione per la città di New York Misurare i livelli di sostanze inquinanti dell'aria o dell'acqua sarà ora più difficile per i ricercatori della Grande Mela. Gli Americani, si sa, dopo le stragi del 9/11 sono sempre all'erta per paura di nuovi attacchi e hanno aumentato a dismisura tutti i controlli di sicurezza sia verso gli stranieri che verso gli stessi cittadini. Si sono moltiplicati i controlli per ogni genere di minaccia compresi i liquidi da portare sull'aereo (questa è l'ultima misura di sicurezza che hanno adottato e fatto adottare a tutte le compagnie aereportuali, che condiziona perfino i voli nazionali italiani). L'ennesimo provvedimento è stato presentato a gennaio a New York. Il sindaco Bloomberg ha emanato un nuovo regolamento nel quale specifica che l'uso di rilevatori per composti biologici, chimici o radioattivi deve avere il permesso del dipartimento di polizia. "Per ragioni di sicurezza pubblica dobbiamo sapere chi usa queste apparecchiature" dice Jason Post, il portavoce del sindaco. Negli Stati Uniti è la prima volta che viene attuato un provvedimento di questo genere. Secondo gli addetti ai lavori è stato varato per regolamentare la crescente presenza di tali sensori in tutta la città. Molti cittadini infatti, per paura di nuovi attacchi terroristici, hanno installato migliaia di questi apparecchi per monitorare la qualità dell'aria e dell'acqua, ma molti di questi funzionano male lanciando falsi allarmi e costringendo la polizia a continui controlli con spese di centinaia di migliaia di dollari in indagini inutili, senza considerare anche che impauriscono costantemente la gente. Contro il provvedimento però si sta creando un movimento di protesta di cui fanno parte i ricercatori delle università coordinati dal Geofisico Steven Chillrud (dell'Osservatorio della terra Lamont-Doherty della Columbia University di New York) ma anche semplici cittadini. Questi studiosi sostengono che è solo un modo per aumentare il peso della burocrazia e delle spese e soprattutto serve ad avere un controllo capillare di tutte le ricerche in atto nella città. Il provvedimento infatti specifica che, senza il regolare permesso, è proibito anche il solo possesso di tali apparecchiature e la restrizione include tutti i sensori, sia quelli delle università che quelli dei privati cittadini ma anche quelli delle industrie. Il controllo che ne deriva, sostengono sempre gli studiosi, è quello di una pericolosa ingerenza della politica nella gestione dell'inquinamento cittadino.

Marco Lammendola