CITTA' E CAMPAGNA

E' appena passato il weekend del 1° maggio, festa dei lavoratori e tempo di scampagnate e gite fuori porta. E io di questo voglio parlare. Ho notato uno strano fenomeno. I 'cittadini' in questi giorni di festa si avventurano nelle campagne circostanti, armati di panini, tovagliette, scarpe da ginnastica e cani. Appena scorgono in lontananza un albero e due fili d'erba, dopo non meno di quattro ore di rigorosa fila indiana in auto, preparano un picnic a regola d'arte, puliscono le auto dai bisognini dei cani cittadini, e li puoi vedere lì, ad addentare beati il loro panino in una piazzola di sosta di una superstrada a scorrimento veloce in periferia. Poi dopo qualche retromarcia all'altezza degli svincoli della superstrada ed un parcheggio selvaggio, scavalcano guad-rail e muretti di cemento armato che dividono le corsie e passeggiano sulla suddetta superstrada per raggiungere l'agognato campo verde o una delle numerosissime fiere country. Lì espimono tutta la loro superiorità di 'cittadini' rispetto ai rudi campagnoli non rispettando le file, lasciando rifiuti per terra, urlando e infastidendo animali che non hanno mai visto, come esotiche galline, oche, mucche, o 'rarissimi' cavalli, asini e conigli. Credo che la vista della natura li faccia regredire all'istante allo stato brado. Quando si fa sera si vedono solo le fitte luci rosse delle loro auto in fila per tornare in città, valanghe di rifiuti garbatamente lasciate in loro ricordo e la cosapevolezza che il traffico, lo smog, la mancanza del contatto con la natura ha risultati a dir poco devastanti.

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Francesca Esposito